PIPÌ O LO SCIMMIOTTINO COLOR DI ROSA

14.00

Autore: COLLODI CARLO
Editore: PIEMME
Collana: I CLASSICI DEL BATTELLO A VA
ISBN: 9788856652468
Pubblicazione: 05/04/2016

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Descrizione

UTETextra: una nuova collana che attinge allo straordinario patrimonio dei Classici UTET per consegnare al lettore testi suggestivi e inattesi, percorsi inusuali tra antico e moderno, curiosità e perle della letteratura di ogni tempo. Libri brevi, insoliti, preziosi. Selezionati con l’idea che, a volte, leggere poco sia il modo migliore per leggere bene. Per perdersi meglio, tra pagine e trame. Per leggere ancora. «Nella lingua parlata delle scimmie», ci informa Carlo Lorenzini (in arte Collodi), all’inizio di questo racconto che è un’autentica gemma nascosta tra gli scritti dello scrittore fiorentino, «Pipì» indica lo strano colore che caratterizza il pelo di un estroverso e imprudente scimmiottino, «una finissima lanugine di color vermiglio carnicino, come le foglie della rosa maggese»: di qui il curioso titolo Pipì o lo scimmiottino color di rosa. Non pochi lettori, incantati e divertiti dalle peripezie del vivace scimmiotto, hanno pensato a una parentela nemmeno troppo dissimulata con Pinocchio. Fatta salva l?irraggiungibile perfezione del capolavoro, bisogna ammettere che l?impressione è più che giustificata. La disobbedienza e l?errore sono i motori segreti, le fonti di energia che rendono Pipì e Pinocchio capaci di fare esperienza di quella grande favola che è il mondo. E la curiosità è la premessa psicologica fondamentale che permette loro di abbandonarsi con fiducia all?imprevisto, voltando le spalle all?abitudine e alla sicurezza. Ma nel corso di tutte le sue avventure in Pipì non viene mai meno, come nel suo più illustre collega burattino, la purezza del cuore, che è una virtù molto più importante e decisiva del rispetto delle regole e degli ammonimenti dei più grandi. Anche in questo caso, la pedagogia di Collodi rivela tutta la sua rischiosa efficacia affrancandosi da ogni forma di moralismo imposta dall?alto. E ancora oggi, la lingua di Collodi ha conservato quel miracoloso equilibrio di limpidezza e arguzia che ne ha fatto uno dei grandi classici della tradizione italiana.